
BENVENUTI A CORTONA
In posizione panoramica sopra il contrafforte dell'Alta di S. Egidio. Celebrata da Virgilio, fu lucumonia etrusca, città romana, importante comune medievale.
Nel 1411 passò ai fiorentini, di cui seguì le sorti. Vi lavorò Beato Angelico e vi nacquero Luca Signorelli, Pietro da Cortona e il pittore futurista Gino Severini.
La città, nel complesso, mantiene una forte atmosfera medievale: nelle mura, negli edifici, nel tessuto cittadino, nei vicoli dai nomi pittoreschi. Cuore ne è la Piazza della Repubblica, dominata dal duecentesco Palazzo Comunale, ingrandito nel '500: di fronte il Palazzo del Capitano del Popolo.
A fianco, in Piazza Signorelli, il Palazzo Pretorio, già Palazzo Casati, rifatto nel '600, ma con un fianco originale del XIII secolo ricoperto di stemmi, ospita il Museo dell'Accademia etrusca, fondato nel 1727 come emanazione dell'Accademia etrusca.
Piccolo ed eccentrico museo, vanta opere etrusche di grande interesse (grande lampadario in bronzo del sec. V-IV a.C.), reperti egizi, monete, opere del '200 e del Rinascimento toscano e una sala dedicata a Gino Severini.
Il Duomo fu ricostruito nel XV-XVI secolo su una pieve romanica: notevole sotto il portico cinquecentesco è il portale di Cristofanello.
Di fronte, il Museo Diocesano, con opere di Pietro Lorenzetti, Luca Signorelli, Bartolomeo del Gatta, Giusto da Firenze e la celeberrima Annunciazione del Beato Angelico.
Iniziata nel 1245 da frate Elia Coppi, la Chiesa di S. Francesco, rimaneggiata nel '600, conserva il reliquiario della Croce Santa, teca bizantina del X sec.
Una delle più belle e caratteristiche di Cortona, la via Berrettini conduce alla Chiesa di S. Nicolò, quattrocentesca con il notevole stendardo e opere di Luca Signorelli.
In una suggestiva spianata è il neogotico santuario di S. Margherita; poco sopra, la fortezza Medicea (1566) con stupendo panorama.
Fuori le mura si incontra la taardogotica chiesa di S. Domenico (restaurata nel primo '800), dalla quale ha inizio una panoramica passeggiata lungo il viale Giardini Pubblici.
Poco distante dall'abitato la chiesa della Madonna del Calcinaio (1483-1513), uno dei più begli esempi di santuario rinascimentale, con alle finestre vetrate di Guillame de Marcillat (sec. XVI) e una venerata immagine della Madonna.
Nei pressi, la Tanella di Pitagora è un ipogeo etrusco di discussa datazione (sec. IV-I a.C.).
Sempre fuori le mura sono da visitare la chiesa di S. Maria Nuova, iniziata nel 1550 ma modificata dal Vasari; in un suggestivo luogo, il convento delle Celle, fondato da San Francesco tra il 1211 e il 1221; e in località Sodo, i "Meloni", ipogei etruschi probabilmente dei secoli IV-III a.C.
[fonti: foto e testo © Maddalena Delli per K-words.it]
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